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Cossiga, evviva la repressione!

Firma Ivan Trapasso in Politica, ... | 11.10.2008 - 15:00

Cari lettori, dopo qualche assenza sul blog, oltre che a scuola, torno a farmi sentire. Lo faccio commentando la seconda lettera di Cossiga alle Forze Armate (tranquilli, non è una citazione biblica). L’ex presidente della Repubblica, senatore a vita dal 28 aprile 1992, continua a dispensare consigli agli agenti su come soffocare le manifestazioni studentesche degli ultimi periodi, scrivendo un’altra lettera aperta indirizzata ad Antonio Manganelli (capo della Polizia), il quale non credo abbia gradito. Quelle parole, intrise di odio, non dovrebbero essere pronunciate da un Presidente Emerito della Repubblica, prima carica dello stato, della Repubblica Italiana, “repubblica democratica fondata sul lavoro” (Costituzione, art. 1). La sua invettiva afferma in soldoni che

Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti

Parole di fuoco, dunque, dalle quali già il Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, si dissocia, esprimendo il suo dissenso. Cossiga, improvvisatosi il Manganelli di turno, espone precise disposizioni agli agenti, giustificate da alcune tesi alquanto strane:

Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti.

Un punto molto importante è il seguente:

Ma osando contro l’osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu’ grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E’ stato, mi creda! un grande errore strategico.

Quindi, prosegue con un altro consiglio:

l’ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita

Premesso che le evidenziazioni sono mie, invito a leggere e riflettere sul testo in grassetto. Beh, cos’avrà mai detto… E ancora:

Aspetterei ancora un po’ adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ‘Bella ciao’, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno. Il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di “Hitler! Hitler!”. Questo il mio consiglio

Da studente che non condivide le riforme scolastiche previste dalla tripletta Gelmini-Tremonti-Brunetta, se la polizia scegliesse adottare le misure gentilmente consigliate dall’on. Cossiga, avrei paura di manifestare. Non solo non siamo stati ascoltati (bell’esempio di democrazia e pluralismo, devo dire), ma ora questo vuole provocare odio e tensione in modo da non poter più nemmeno protestare? Non si può.

Del mio stesso parere è anche un certo don Alessandro Santoro, insieme ad un avvocato, una grafologa e due ex insegnanti, che hanno presentato una denuncia nei confronti di Cossiga, accusato di istigazione alla delinquenza e di apologia di reato. Questo a causa dalle prime dichiarazioni del senatore, sempre inerenti le mobilitazioni scolastiche, nelle quali già Cossiga esprimeva la necessità di una repressione, ma c’era bisogno di

infiltrare [nei cortei, ndr] con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

Felici prospettive, dunque, che secondo don Santoro

sono un invito alla violenza e ricordano, purtroppo, le modalità tipiche della strategia della tensione. Auspichiamo che la procura proceda speditamente nel suo lavoro, perchè è assurdo che un senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, e quindi garante dei principi costituzionali si ponga all’attenzione per dichiarazioni che non esitiamo a definire fasciste

Ma ciò che è ben più grave:

È assurdo che queste dichiarazioni passino sotto silenzio

E’ vero: non ne se n’è sentito parlare col dovuto clamore che una notizia del genere, in una sana democrazia, dovrebbe provocare.

D’altronde, noi italiani siamo abituati a questi exploits: ce ne sono stati tanti, anche peggiori. Non nascondo la mia vergogna ma soprattutto la mia preoccupazione. E voi, cosa ne pensate? Avreste dato gli stessi consigli?

Buona navigazione a tutti i lettori :D A presto!


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